Scheda della specie · Agamidae

Chlamydosaurus kingii

Scheda di allevamento completa del drago dal collare — parametri di mantenimento, alimentazione e riproduzione.

Frilled DragonFrilled LizardFrill-neck LizardLézard à colleretteKragenagame
Taglia da adulto
60–90 cm
Longevità
10–15 anni
Difficoltà
Intermedio
Temperamento
Diurna
Attività
Diurna
Riproduzione
Oviparo
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Condizioni di allevamento

Drago dal collare — origine: Nord dell'Australia (Kimberley, Top End, penisola di Capo York) e sud della Nuova Guinea; savane alberate e foreste tropicali secche. Non iscritta in CITES, ma l'Australia vieta l'esportazione della propria fauna: gli animali disponibili provengono da allevamento (spesso da linee originarie della Nuova Guinea). Privilegiare un soggetto nato in cattività (CB), poiché le catture selvatiche sono fragili, stressate e spesso parassitate. Specie NON velenosa..

Gradiente termico del terrario

Notte min20 °C
Punto freddo24–28 °C
Punto caldo30–33 °C
Spot40–48 °C

Specie eliofila: un vero punto caldo luminoso è indispensabile; misurare la temperatura sulla superficie del ramo per il bagno di sole. Prevedere un forte gradiente termico, orizzontale e verticale. Un calo notturno è benefico, ma evitare di scendere stabilmente sotto i ~18°C.

Terrario (adulto)
120 × 60 × 150 cm

Grande terrario tropicale arboricolo a orientamento verticale

Dimensioni minime per un adulto; è sempre preferibile più grande, in particolare in altezza. L'altezza è prioritaria per permettere il bagno di sole in alto e una termoregolazione verticale. Una buona ventilazione è indispensabile per evitare l'aria stagnante.

Umidità
50–70 %

Ambiente tropicale ma ben ventilato. Nebulizzazione quotidiana, più sostenuta per i giovani e durante la muta; lasciare asciugare tra due nebulizzazioni per evitare l'umidità stagnante.

Substrato
Terriccio/torba senza concime mescolato a un po' di sabbiaFibra di coccoCortecce (pacciame di cipresso)Lettiera di foglie

Substrato che trattiene leggermente l'umidità senza inzupparsi. Numerosi supporti verticali (tronchi e rami robusti) sono indispensabili: l'animale si sente al sicuro in alto e si sposta in modo bipede al suolo.

UVB
Consigliato

UVB indispensabile e di forte intensità (tubo T5 HO 10-12 % o equivalente, zona di Ferguson 3-4), posizionato per creare un punto caldo illuminato. Sostituire il tubo secondo le raccomandazioni del produttore (circa ogni 6-12 mesi).

Punto d'acqua
A volontà

Ciotola d'acqua pulita rinnovata regolarmente, associata a una nebulizzazione. Molti individui preferiscono bere le gocce depositate sull'arredo e sul collare piuttosto che da una ciotola.

Origine
Agamidae

Nord dell'Australia (Kimberley, Top End, penisola di Capo York) e sud della Nuova Guinea; savane alberate e foreste tropicali secche. Non iscritta in CITES, ma l'Australia vieta l'esportazione della propria fauna: gli animali disponibili provengono da allevamento (spesso da linee originarie della Nuova Guinea). Privilegiare un soggetto nato in cattività (CB), poiché le catture selvatiche sono fragili, stressate e spesso parassitate. Specie NON velenosa.

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Alimentazione e salute

Dieta

Insettivoro / Carnivoro — Grilli, blatte, cavallette, vermi (camole del miele e zophobas con moderazione); occasionalmente neonati/topolini per gli adulti.

Base di insetti vari, ben nutriti (gut-loading) e spolverati di calcio/vitamine. Prede vertebrate solo occasionali nell'adulto. A differenza del Pogona, la specie consuma pochi vegetali: se ne possono proporre alcuni (foglie, fiori) senza farne la base. Adattare la dimensione delle prede alla distanza interoculare.

Riproduzione
Oviparo

Covata 6–20 uova/piccoli. Deposizione dopo un periodo di riposo/raffreddamento; 1 o 2 deposizioni all'anno. Incubazione di circa 55-75 giorni; il sesso dei piccoli può essere influenzato dalla temperatura di incubazione.

Punti di attenzione per la salute
  • Malattia metabolica delle ossa (MOM) da carenza di UVB e/o calcio
  • Infezioni respiratorie (freddo, umidità stagnante, cattiva ventilazione)
  • Parassiti interni, frequenti negli esemplari provenienti da cattura selvatica
  • Stress cronico e anoressia (specie schiva, spesso mal acclimatata)
  • Ustioni termiche (fonte di calore accessibile) e ritenzione della muta
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Morph e genetica

Registro di 0 gene documentato per Drago dal collare.

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    Domande frequenti

    Le risposte alle domande più comuni sull'allevamento del drago dal collare.

    Quanto è grande un drago dal collare adulto?▾
    Il drago dal collare adulto misura generalmente tra 60 e 90 cm di lunghezza totale, coda compresa, la quale da sola rappresenta quasi due terzi di questa lunghezza. I maschi sono più imponenti delle femmine, con testa e collare nettamente più sviluppati; alcuni grandi esemplari australiani sfiorano i 95 cm.
    Che terrario prevedere per un adulto?▾
    Serve un grande terrario tropicale a dominante verticale, di almeno 120 cm di lunghezza, 60 cm di larghezza e 150 cm di altezza. L'altezza è prioritaria rispetto alla superficie al suolo: è quella che consente il bagno di sole in alto e una vera termoregolazione verticale, a condizione di garantire una buona ventilazione per evitare che l'aria ristagni.
    Come regolare il riscaldamento e il punto caldo?▾
    Questa specie eliofila ha bisogno di un punto caldo luminoso deciso, misurato tra 40 e 48°C direttamente sulla superficie del ramo per il bagno di sole. La zona temperata si colloca intorno ai 30-33°C e il lato fresco tra 24 e 28°C, con una temperatura notturna che può scendere fino a 20°C senza mai stabilizzarsi durevolmente sotto circa 18°C.
    Il drago dal collare ha bisogno di UVB?▾
    Sì, e di intensità sostenuta: un tubo T5 HO dal 10 al 12 % (zona di Ferguson 3-4) è indispensabile, posizionato in modo da illuminare direttamente il punto caldo. Va sostituito secondo le indicazioni del produttore, generalmente ogni 6-12 mesi, poiché la sua efficacia UV declina ben prima che smetta di illuminare visivamente.
    Quale igrometria e quale allestimento del terrario servono?▾
    L'ambiente deve restare tropicale senza eccessi, tra il 50 e il 70 % di umidità, ottenuta con una nebulizzazione quotidiana rafforzata per i giovani e durante la muta, seguita da un periodo di asciugatura. L'arredo deve moltiplicare tronchi e rami robusti: è in alto che l'animale si sente al sicuro, e scende al suolo solo per spostarsi, in modo bipede.
    Cosa mangia un drago dal collare?▾
    La sua alimentazione è soprattutto insettivora: grilli, blatte, cavallette e qualche verme come integrazione moderata, spolverati di calcio e vitamine e a loro volta ben nutriti prima di essere offerti (gut-loading). Gli adulti possono ricevere occasionalmente un topolino rosa, ma a differenza del pogona, questa specie consuma pochissimi vegetali.
    Come soddisfare il suo fabbisogno idrico?▾
    Una ciotola d'acqua pulita, rinnovata regolarmente, va associata alla nebulizzazione quotidiana del terrario. Molti esemplari in realtà bevono più le gocce depositate su rami, foglie e sul proprio collare che direttamente dalla ciotola.
    Qual è la longevità di un drago dal collare?▾
    Si contano in media 10-15 anni, talvolta fino a circa 20 anni quando le condizioni di gestione restano buone nel tempo. È dunque un impegno a lungo termine, che presuppone di poter mantenere un terrario verticale spazioso per tutta la vita dell'animale.
    Si può manipolare facilmente un drago dal collare?▾
    È meglio limitare le manipolazioni, soprattutto durante la fase di acclimatazione: è una specie nervosa e schiva, soggetta allo stress, il cui imponente collare spiegato e la bocca spalancata sono soprattutto un bluff difensivo. Ha bisogno di tronchi e spazio verticale per sentirsi al sicuro, più che di essere tenuta in mano.
    Da dove viene questa specie e come si comporta in natura?▾
    Il drago dal collare è originario del nord dell'Australia e del sud della Nuova Guinea, dove vive in savane alberate e foreste tropicali secche. Di fronte a un pericolo, dispiega il suo ampio collare per apparire più imponente, sibila, poi fugge correndo sulle sole zampe posteriori se il bluff non basta.
    Questa specie è adatta a un principiante?▾
    No, è piuttosto riservata a un terrariofilo che abbia già esperienza con gli agamidi, a causa del suo temperamento nervoso e delle sue precise esigenze di calore e UVB. È inoltre preferibile scegliere un soggetto nato in cattività: le catture selvatiche, spesso usate per rifornire il mercato dalla Nuova Guinea, arrivano fragili, stressate e frequentemente parassitate.
    Quali problemi di salute sorvegliare?▾
    I principali rischi sono la malattia metabolica delle ossa in caso di carenza di UVB o calcio, le infezioni respiratorie legate al freddo o a una cattiva ventilazione, e i parassiti interni, soprattutto negli esemplari di origine selvatica. Una buona installazione limita anche lo stress cronico, che può portare all'anoressia in questa specie facilmente spaventabile.

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